Quando un angelo cade

Quando un angelo cade

Quando un angelo cade

Era da un pò, lo avevo acquistato appena ho saputo che
era uscito in libreria.
Lo avevo poggiato come al solito sul mucchio di libri da leggere. Il tempo passava, leggevo altro, non arrivava mai il suo tempo.
Un giorno, nel fare le valige per andare a Parigi, nello scegliere un libro per il viaggio, lo vedo, impolverato, sotto un mucchio di altri libri, lo prendo in mano e penso sia arrivato il suo tempo. Credo che i libri appartengano a quella categoria di cose che se non matura il loro tempo, è meglio non leggerli, sono come i frutti se non sono maturi non hanno un buon sapore. Prendo questo libro, lo metto nello zaino, ma non succede quasi niente, riesco a leggere solo poche righe, giusto quelle necessarie per poter consigliare la lettura a mio figlio, il quale accoglie subito la proposta, prende il libro lo ripone nella sua borsa e se lo porta con sè.
Nel frattempo dimentico la sua esistenza.
Vado a trovare mio figlio, mi riprendo il libro e mi
riprometto di leggerlo nel viaggio di ritorno, ma nel
frattempo sento la necessità di leggere l’ultimo libro di Teju Cole “Punto d’ombra” vado in libreria, lo acquisto, ma non riesco a leggerlo.
A questo punto, prendo in mano il libro di Milan Kundera “La festa dell’insignificanza” che avevo nello zaino, lo guardo, comincio a leggerlo e avviene il miracolo: un innamoramento senza se e senza ma, lo leggo tutto d’un fiato, lo rileggo, cosa che non faccio mai. Il resto lo scoprirete sfogliando le pagine successive.

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