Corpi

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Corpi

CORPI

Romantici pilastri di ottuse ipocrisie si ergono inconsapevoli di bellezza e stupore.
Ipocrisie prese in prestito per celebrare un momento, un chiacchiericcio o solamente l’esaltazione dell’atto creativo.
Voluto e realizzato per una mostra, ora torna a rivivere un momento di visibilità.
Nel garage giace, smontato come una scatola di costruzioni, dove la foto dell’insieme invoglia ad armeggiare. Un componimento che così messo alla rinfusa assomiglia più ad un mucchio informe che ad un’opera d’arte.
Piano piano mani consapevoli configurano una nuova vitalità, esaltano la forma, cercano nuove cromie. Un bastone cuce, vertebra dopo vertebra, una pila di locchi e, quasi in cima, una lastra accoglie come una tavola imbandita per ospiti una ciotola in marmo di Carrara nero, dove, in bella mostra, un mucchio di sale color terra emerge, sottolineando come il colore, il porgere, il condividere sono elementi essenziali per creare cortocircuito.
Il tempo ha lavorato in maniera egregia: un manto di merletto naturale avvolge una ciotola piena di sale blu, mettendo in relazione il manto terreno con il cielo.
In mezzo la nostra pietra, un “cute” come esponente di primo piano delle nostre campagne, ”cuti” meteore pigre, piene di storia, di poesia, di eleganza, che giorno dopo giorno accolgono sulla propria crosta tutte le intemperie di questa terra, rendendoli unici. Adagiato, come sospeso, un contenitore di pensieri sovrasta in un manto di sale giallo.
Ad accogliere tutto questo due pancali in legno, simbolo del viaggio, del trasporto, della velleità di essere protagonisti.

Giuseppe Zilli

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